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Il Risorgimento

Sicuramente l'età risorgimentale è uno dei periodi storici più affascinanti per quanto riguarda la storia della nostra nazione. I personaggi che hanno partecipato al movimento furono diversi; alcuni addirittura sono quasi leggendari, come Garibaldi, altri sono diventati il simbolo dell'Unità d'Italia. I nomi di Mazzini e Cavour si ritrovano in ogni libro, città e commemorazione. Accanto ad essi vi sono stati numerosi altri uomini che hanno scritto la storia: Cattaneo, D'Azeglio, Pisacane, Gioberti, i fratelli Bandiera ecc.

Il garibaldino che fece il Corriere della sera. Vita e avventure di Eugenio Torelli Viollier di Massimo Nava. (foto 0)
Eugenio Torelli Viollier visse da protagonista una stagione di fermento civile e culturale in cui si compì l'Unità nazionale. Ancora ragazzo fu a fianco di Garibaldi sui monti dell'Irpinia, apprese i rudimenti del giornalismo sotto l'ala di Alexandre Dumas, respirò il progresso nella Francia di Napoleone III e scelse la Milano della Scapigliatura per creare quello che sarebbe diventato il più importante quotidiano d'Italia: Il Corriere della Sera, la cui prima edizione uscì il 5 marzo 1876. Intrecciando biografia privata, affresco sociale, storia del costume, aneddoti e citazioni, Massimo Nava racconta la vicenda di un misconosciuto padre della patria che agli albori del giornalismo moderno ha incarnato lo spirito di un'Italia giovane e animata da ideali di libertà (Milano, Rizzoli, 2011).

Il sangue del Sud. Antistoria del Risorgimento e del brigantaggio di Giordano Bruno Guerri. (foto 1)
In questo libro l’autore rilegge la vicenda del Risorgimento e del brigantaggio come “un’antistoria d'Italia”, per evidenziare le conseguenze della scelta di affrontare la “questione meridionale” in termini di annessione, tassazione, leva obbligatoria e repressione militare. Il Sud è stato trattato come una colonia da educare e sfruttare, senza mai cercare di capire chi fosse l' “altro” italiano e senza dargli ciò che gli occorreva: lavoro, terre, infrastrutture, una borghesia imprenditoriale, un’economia moderna. Così, le incomprensioni fra le due Italie si sono perpetuate fino ai nostri giorni. L’autore scrive: “Non si tratta di denigrare il Risorgimento, bensì di metterlo in una luce obiettiva, per recuperarlo - vero e intero - nella coscienza degli italiani di oggi e di domani” (Milano, Mondadori, 2010).

Il libro Carlo Cattaneo nella storiografia. Studi su Risorgimento e federalismo dal 1869 al 2002 (foto 2) di Lauretta Colucci raccoglie gli studi sul Risorgimento e il federalismo dal 1869 al 2002. È la prima storia delle interpretazioni e dell’influenza del pensiero di Carlo Cattaneo nella vita politica e culturale italiana che abbraccia l’ampio periodo che va dalla morte del pensatore ai giorni nostri (Milano, Giuffrè, 2004).

Fondato nel 1878 dopo la morte di Vittorio Emanuele II, il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino (foto 3), diventato nazionale dal 1901, è il museo della nazione italiana, la cui indipendenza e unificazione sono contestualizzate in rapporto anche agli altri processi di nazionalità nell’Europa dell’Ottocento (Milano, Skira, 2011).

Giuseppe Garibaldi. Sulle tracce di un mito al Museo del Risorgimento. (foto 4)
Il catalogo è nato in occasione di un’esposizione che è stata realizzata al Museo del Risorgimento di Milano (14 dic. 2007-20 luglio 2008) per celebrare il bicentenario della nascita dell’eroe dei Due Mondi, il condottiero delle battaglie in difesa della libertà dei popoli: Giuseppe Garibaldi. L’esposizione è il risultato di un’approfondita e minuziosa ricerca, che illustra il percorso biografico di Garibaldi, dall’infanzia all’ultima impresa militare in aiuto della Repubblica francese contro la Prussia, attraverso gli episodi più salienti della storia nazionale e gli aspetti meno noti di un personaggio amato e discusso. Naturalmente non manca la figura della coraggiosa Anita, la donna che l’ha seguito nella sua vita avventurosa (Milano, Comune di Milano, Amici del Museo del Risorgimento, 2007).

Giuseppe Mazzini di Rina Larice. (foto 5)
Una breve storia biografica di Giuseppe Mazzini (22 giugno 1805 - 10 marzo 1872), uomo politico e rivoluzionario del Risorgimento. Nato a Genova, nel 1830 divenne membro della carboneria, un’associazione segreta con obiettivi politici. La sua attività rivoluzionaria lo costrinse a rifugiarsi a Marsiglia, dove organizzò un nuovo movimento politico chiamato Giovine Italia. Dopo il fallimento dei moti del 1848, durante i quali Mazzini era stato a capo della breve esperienza della Repubblica di Roma, i nazionalisti italiani cominciarono a vedere nel re del Regno di Sardegna e in Camillo Benso, Conte di Cavour, i leader del movimento di riunificazione. Cavour fu abile nello stringere un’alleanza con la Francia e nel condurre una serie di guerre che portarono alla nascita dello stato italiano tra il 1859 e il 1861. Mazzini non accettò mai la monarchia e continuò a lottare per l’ideale democratico. Nel 1870 fu arrestato e costretto all’esilio, ma egli riuscì a rientrare sotto falso nome a Pisa dove visse fino alla sua morte nel 1872 (Milano, Cogliati, 1911).

Carlo Alberto di Adolfo Colombo. (foto 6)
Una breve biografia di Carlo Alberto di Savoia, Re di Sardegna (1831-1849). Figlio di Carlo Emanuele di Savoia, principe di Carignano, e di Albertina Maria Cristina di Sassonia, ricevette la prima educazione a Ginevra e completò i suoi studi a Parigi, dove subì l’influsso delle idee politiche francesi. Carlo Alberto salì al trono nel 1831 quando Vittorio Emanuele I morì senza eredi diretti. Da reggente tentò di mediare fra trono e rivoltosi schierandosi dapprima parzialmente con costoro, concedendo la Costituzione, poi ritrattando dopo essere stato sconfessato da re Carlo Felice, e reprimendo con durezza gli oppositori negli anni successivi. Nel 1848 le pressioni della piazza lo convinsero ad emanare lo Statuto per evitare la rivoluzione. Dopo le sconfitte subite dall’esercito al suo comando a Custoza nel 1848 ed a Novara nel 1849, abdicò ritirandosi a Porto. Personalità tormentata e chiusa, morì dopo pochi mesi d’esilio (Roma, Società nazionale per la storia del Risorgimento italiano, 1931).

Milano nell’Unità nazionale 1860-1898. (foto 7)
Dopo 324 anni di dominazione straniera, ai primi di giugno 1859 Milano è finalmente libera e italiana: padrona del proprio destino e prima corresponsabile del Risorgimento, dispone di libertà civili e politiche degne dei più moderni Stati europei, nel quadro di un’Unità nazionale radicata nella geografia, nella lingua e in una storia ampiamente comune. L’Austria di Metternich e di Radetzky non lascia rimpianti; non ci sono nostalgici in terra lombarda e non ve ne saranno fino alla conclusione del secondo conflitto mondiale. Milano affronta la sua stagione italiana con grande entusiasmo, sicura di possedere un progetto nazionale di incivilimento e di progresso assolutamente incontrovertibile (Milano, Cariplo, 1991).

L’Italia del Risorgimento 1831-1861 di Indro Montanelli. (foto 8)
Fra i volumi di cui si compone le “Storia d’Italia”, questo è il più lungo di quelli scritti interamente dall’autore. Montanelli scrive che “l’Italia di oggi è figlia di quella del Risorgimento”. Il Risorgimento gli appartiene, è la “sua” storia, quella che è da sempre parte integrante della sua tradizione familiare e della sua formazione culturale. Questi sentimenti conferiscono al libro un pathos particolare senza tralasciare l’obiettività dello storico. “L’Italia del Risorgimento” è una piazza italiana animata da “gente di famiglia”. Il risultato è un libro che, dalla prima all’ultima pagina, ha un taglio e ritmo di un grande romanzo storico (Milano, RCS Quotidiani, 2011).

Il giornalismo italiano del Risorgimento. Dal 1847 all’Unità di Franco Della Peruta. (foto 9)
Il volume costituisce un imponente censimento, esemplare per ricchezza e rigore, dei giornali e periodici pubblicati negli anni che coincisero con la costruzione dell’Italia unita. Oltre a fornire concisi ma precisissimi ragguagli sulle esperienze giornalistiche fiorite nella penisola, esso analizza le leggi sulla stampa e la censura, le tecniche di produzione e i problemi del mercato, i giornali dell’emigrazione e la stampa clandestina. Circa 300 le principali testate censite, che figurano anche nell’elenco inserito in appendice; oltre 700 quelle citate a vario titolo nell’opera. Particolare attenzione è rivolta al giornalismo del biennio 1848-1849, studiato nel suo sviluppo in tutti gli Stati pre-unitari. Il testo rappresenta uno strumento insostituibile per orientarsi in una fase fondamentale della storia italiana (Milano, Angeli, 2011).

Il Risorgimento 1848-1870 di Diego Mormorio. (foto 10)
Questo volume affronta una delle pagine fondamentali del nostro passato. I luoghi, i personaggi, gli eventi fondamentali del periodo risorgimentale sono visti attraverso fotografie provenienti da vari musei, raccolte pubbliche e collezioni private italiane e straniere, molte delle quali inedite o assai rare. Il nostro Risorgimento è il periodo in cui la fotografia comincia ad assumere, oltre a un ruolo celebrativo e propagandistico, anche un ruolo di documentazione, testimoniando la vita quotidiana delle classi, il lavoro, i momenti di festa e le diverse abitudini (Roma, Editori riuniti, 1998).

Milano nel Risorgimento. (foto 11)
È un’opera in cui si parla delle più importanti vicende del Risorgimento di Milano: dalla Restaurazione a Federico Confalonieri e la modernizzazione; dal “Conciliatore” e la cultura romantica a Carlo Porta e la poesia dialettale; da Alessandro Manzoni e la cultura cattolica a Carlo Cattaneo; dal movimento liberale e nazionale (sino al 1847) a Radetzky e all’arciduca Massimiliano. Ampio spazio è dato alle Cinque Giornate (18-22 marzo 1848) e anche agli sviluppi dell’arte del periodo (Milano, E. Sellino, 1995).

Garibaldi in parlamento. Dalle dimissioni del 1864 alle commemorazioni in morte. (foto 12)
La Camera dei deputati intende contribuire al fermento di attività storiografica intorno alla figura di Giuseppe Garibaldi, presentandone un aspetto forse meno conosciuto e studiato. Sono, quindi, i grandi temi del Risorgimento italiano che, attraverso la figura emblematica di Garibaldi e i dibattiti sulle sue fortunate o sfortunate imprese, emergono da queste pagine: la questione meridionale, i rapporti tra Nord e Sud d’Italia, il ruolo dell’esercito, popolare o di professione, ma soprattutto la concezione dello Stato, del ruolo in esso delle masse popolari, del rapporto tra governo e popolo. Temi intorno ai quali si intrecciano e si scontrano le diverse anime del Risorgimento, spesso schierandosi pro o contro Garibaldi (Roma, Camera dei Deputati, Segreteria generale, Ufficio stampa e pubblicazioni, 1982).

Rassegna Storica del Risorgimento. (foto 13)
La Rassegna storica del Risorgimento è nata nel 1914 come organo della Società Nazionale e rappresenta la rivista ufficiale dell’Istituto. Ospita articoli originali sia sotto il profilo della ricerca che dell’interpretazione, compresi in un arco cronologico che va dal Settecento sino alla fine del primo conflitto mondiale e raccoglie un gruppo qualificato di studiosi italiani e stranieri interessati all’età del Risorgimento. Attribuisce particolare rilievo alla discussione storiografica, all’analisi delle fonti e dedica attenzione anche alle tematiche connesse alla storia dei musei, degli archivi e delle biblioteche (Città di Castello, S. Lapi, 1914-2001).

Il Risorgimento. Rivista di storia del Risorgimento e storia contemporanea. (foto 14)
Questo periodico, sorto per iniziativa degli “Amici del Museo del Risorgimento” di Milano, vuole essere un contributo locale alla storia nazionale. È dedicato al Risorgimento inteso non soltanto nei termini di lotta per l’indipendenza, bensì come un momento di rinascita, spirituale e politica, ma anche economica e sociale. È una rivista di studi, ispirata ai criteri della critica e della scienza storica (Milano, Amici del Museo del Risorgimento, 1949-1989).

Il Milanese e l’Unità d’Italia. Eventi e protagonisti. (foto 15)
La storia di Milano e della sua Provincia sono indissolubilmente legate all’epopea risorgimentale e, con essa, al lungo e faticoso processo di costruzione dell'Unità nazionale. La celebrazione nel 2010 dei 150 anni della Provincia di Milano, nata nel 1860 e presieduta a quel tempo da Massimo D'Azeglio, è stata un’occasione per ricordare quell’epopea. Questo volume rende noto il ruolo sociale, politico ed economico che il Milanese e Milano ricoprivano già nel 1860. L’Unità nazionale non si sarebbe, infatti, compiuta senza lo slancio eroico e patriottico dei personaggi che immaginarono un’Italia unita molto prima del 1861 (Milanofiori, TCI, 2011).

Antica cartografia d’Italia. (foto 16/17)
All’interno di questo catalogo, in cui sono raccolte antiche carte d’Italia dal XV al XIX, è presente la Litografia dell’Emilia, “Panorama Italiano” del 1861. Si tratta di una rarissima carta che rappresenta la Penisola Italiana in una originale prospettiva nord-sud, stampata dalla Società Editrice dell’Emilia presso la Litografia Ronchi di Milano. La carta venne eseguita per festeggiare la proclamazione dell’Unità d’Italia. La mappa è circondata da 46 ritratti di personaggi italiani illustri (poeti, scrittori, artisti e politici), 15 vedute di importanti monumenti delle città italiane, 78 stemmi delle principali città ed, infine, un insieme di costumi degli Etruschi ai tempi moderni. Questa rappresentazione fu realizzata dall’ingegnere Gaetano Cappuccio per un progetto di navigabilità dei fiumi italiani (Acquaviva Picena, Fast Edit, 2011).

Il Risorgimento al femminile

In mezzo ai grandi personaggi che hanno partecipato ai moti risorgimentali, sembra difficile trovare spazio per quelle donne coraggiose che hanno messo in gioco la loro vita per gli ideali unitari. Ma mai come durante il Risorgimento la donna si sentì così coinvolta: era in gioco la libertà e il futuro dei figli d'Italia. Quindi, la sua partecipazione fu alta non solo in ambito medico e sociale, ma anche in prima fila sui campi di battaglia. Qui di seguito alcuni libri che testimoniano il contributo femminile.

Donne del Risorgimento. Le eroine invisibili dell'Unità d'Italia di Bruna Bertolo. (foto 18)
Il volume racconta il periodo risorgimentale visto dalla parte delle donne. Una galleria di personaggi femminili che, in modi diversi, hanno contribuito a scrivere pagine di quel lungo, faticoso, controverso periodo che portò all'unità d'Italia. Emergono figure straordinarie che hanno saputo trasformare il loro tranquillo quotidiano in lotta, mettendo in pericolo le loro esistenze e i loro affetti per un futuro che non poteva offrire certezze. Accanto a nomi noti, come quelli di Anita Garibaldi e di Cristina di Belgioioso, l'autrice porta in scena il mondo femminile delle umili combattenti, le eroine delle Cinque Giornate di Milano, nonché le donne che seppero curare i feriti nelle organizzazioni ospedaliere spesso affidate al volontariato femminile. Il libro offre un ampio spazio al ruolo delle giornaliste straniere, che raccontarono con i loro articoli le vicende delle lotte risorgimentali, come Margareth Fuller e Jessie White Mario. L’autrice penetra nei versi delle poetesse risorgimentali, come la grande improvvisatrice Giannina Milli o l'appassionata Giulia Molino Colombini, per raccontarne il valore di un ideale patriottico sempre più saldo e sicuro. A tale scopo, s'inserisce anche nel mondo dei salotti come momenti di aggregazione sociale e culturale (Torino, Ananke, 2011).

Donne del Risorgimento. (foto 19)
Questo volume presenta al lettore alcune tra le protagoniste del Risorgimento. In quattordici capitoli di taglio narrativo, le autrici ricostruiscono il profilo biografico e l'azione di altrettante donne, da Georgina Saffi a Clara Maffei, da Sara Nathan ad Anita Garibaldi, dalla nobile Cristina di Belgioioso alla capraia palermitana Teresa Testa di Lana. Rileggendo insieme la vita di lavandaie, giornaliste, aristocratiche, massaie, italiane e inglesi, il libro riconosce in queste donne del Risorgimento anche una comune disposizione in certo senso protofemminista, che le portò ad impegnarsi in battaglie sociali, a lottare contro la prostituzione, a prendere le armi vestite da uomini, accanto agli uomini (Bologna, Il mulino, 2011).

La donna segreta. Storia di Metilde Viscontini Dembowski di Marta Boneschi. (foto 20)
Nel giugno 1816 Metilde Viscontini Dembowski attraversa, insieme al figlio Ercole di soli quattro anni, il passo del San Gottardo sotto una tempesta di neve. Deve raggiungere al più presto Milano dove l'aspetta una dura battaglia per ottenere la separazione dal marito e riconquistare l'indipendenza. È solo la prima di una serie di ardue prove che dovrà affrontare in nome della libertà, e che culmineranno con la sua partecipazione alla cospirazione antiaustriaca del 1821. Impegnata in prima persona nella lotta per l'indipendenza dall'Austria, sarà coinvolta nella drammatica vicenda dei processi ai patrioti, ma riuscirà a salvarsi con caparbia determinazione (Venezia, Marsilio, 2010).

Cristina Trivulzio, Principessa di Belgioioso. Il pensiero politico di Mino Rossi. (foto 21)
Cristina Trivulzio di Belgioioso fu la donna più contestata del Risorgimento: individualista e non-conformista, donna intellettuale e spirito libero che cercava di infrangere limiti sociali, culturali e ideologici per realizzare il suo sogno di un'Italia libera e unita. Fu un personaggio scomodo e guardato con sospetto da molti dei suoi contemporanei. Questo saggio riporta l'attenzione su una personalità, su cui di recente si ricomincia a discutere nell'ambito dell'interesse per la presenza femminile nel Risorgimento. Rossi segue da vicino e con appassionata capacità di argomentazione gli scritti della Trivulzio, offrendone una lettura avvincente e riproducendo numerosi documenti di un certo interesse storiografico (Provaglio, Franciacorta, 2002).

"La prima donna d'Italia". Cristina Trivulzio di Belgioioso tra politica e giornalismo di Mariachiara Fugazza Karoline Röring. (foto 22)
Nel libro è sottolineato lo stretto legame che intercorre tra le azioni politiche di Cristina Trivulzio e i suoi scritti. La Principessa di Belgioioso fu, infatti, la prima donna europea a diventare direttrice di un giornale: la “Gazzetta Italiana”, pubblicata a Parigi e dedicata alla causa risorgimentale (Milano, Angeli, 2010).

Laura Solera Mantegazza, 1813-1873 di Angelo Piazza. (foto 23)
Pubblicato nel 2000 rende omaggio a un'eroina del Risorgimento, le cui vicende si intrecciano con quelle di Bernareggio e con la storia del Palazzo, già sede di una scuola media e del municipio, oggi a lei intitolato. La patriota intraprese varie iniziative per sviluppare la cultura, migliorare lo stato di salute e civile dei bambini e dei meno abbienti (Cornate d'Adda, Scotti, 2000).

 

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