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Opera gagia

6 Oct 2016 - di Antonio Bocola

Opera Gagia racconta i fatti seguiti allo sgombero con procedura d’urgenza, nel dicembre 2006, della comunità di settantadue Rom rumeni da uno degli accampamenti abusivi di Via Ripamonti a Milano, e le reazioni al loro trasferimento nei terreni temporaneamente loro destinati da Comune e Provincia di Milano a Opera (MI). Il film ricostruisce l’intera vicenda attraverso immagini di repertorio, interviste ai protagonisti e riprese all’interno della comunità Rom e tra gli abitanti del paese: dal corteo spontaneo di protesta radunatosi sotto la sede del Comune, e concluso con l’incendio delle tende allestite dalla Protezione Civile, ai presidi permanenti all’ingresso del campo; dall’immediato ciclone mediatico, che divide gli abitanti di Opera e l’opinione pubblica tra chi è “contro gli zingari” e chi invoca i nuovi “imprenditori politici della paura”, fino alla partenza volontaria dei Rom, stanchi del clamore e dei continui insulti, annunciato cinquantad e giorni dopo con una lettera aperta a tutta la cittadinanza gagia, cioè non-zingara. “Opera Gagia” ripercorre attraverso le voci dei protagonisti le tappe dell’affermazione di una non-identità come soluzione di un conflitto sociale e culturale, a Opera come a Milano, attraverso la vittoria delle divisioni e delle solitudini.

57 min., 2007

Scheda catalografica


L'autore
Antonio Bocola
(Napoli,1967) vive e lavora a Milano. Diplomato all’Itsos di Milano, cresce professionalmente allo Studio Pontaccio, dove lavora come come aiuto regia di Marco Bechis e segue la produzione di diversi programmi TV di successo: Alla ricerca dell’arca, Tandem, Fantastico, Automia, Mente fresca. Dal 1990 ha lavorato come Aiuto Regista/Producer per diverse case di produzioni e pubblicitarie, ed è stato consulente e collaboratore di Studio Azzurro per video/installazioni interattive. Da molti anni lavora con Paolo Vari, con il quale ha firmato documentari, fiction e programmi TV. Nel 2004, realizza con Vari il lungometraggio Fame chimica (2004), selezionato al 60° Festival Internazionale del Cinema di Venezia e vincendo, lo stesso anno, il Festival di Annecy, in Francia. I loro i lavori precedenti sono Potrei credere solo a un Dio che sapesse danzare (1996), Pompeo (1998), Lavori in corso (1998). Per la televisione è autore di Solletico, Nuovo Millennio, le Jene. Di I love Italy - la prima docusoap italiana, e di Metti... Un posto al sole, è autore e regista. Ultimi lavori per Rai Due e per Rai Sat Arte, con documentari sul design italiano e per Galatea, inoltre firma per la Fondazione Prada un documentario sull’artista Usa Tom Sachs. Firma come art director alcune produzione di la 7 tra cui Crozza Italia e Mitiko. 



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