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Edificio

VialePicenoBrefotrofioProvincialeAnni10

Il nuovo Brefotrofio di Milano fu inaugurato il 18 settembre 1912, in un’area - detta Acquabella - che la Provincia di Milano aveva acquistato a questo scopo fin dal 1890. Il progetto si deve all’ingegnere Vincenzo Sarti, dell’Ufficio tecnico provinciale, con la consulenza dell’ingegnere Eugenio Denti per i servizi e dell’architetto Paolo Vietti Violi per la veste architettonica neoromanica. Le decorazioni dell’atrio furono realizzate da Tommaso Bernasconi.

Nell’ideazione del complesso edilizio - non più ricovero, ma non solo ospedale - furono applicati i più moderni criteri igienici e abitativi dell’epoca. Lo schema «a padiglioni collegati» e l’adozione delle finestrature a doppia luce permisero di creare ambienti ariosi e luminosi, circondati da spazi verdi. L’edificio ospitava, oltre agli uffici, i locali dell’accettazione amministrativa e sanitaria, quelli destinati al soggiorno e al ricovero dei bambini - secondo l’età e lo stato di salute -, i dormitori per le balie e gli alloggi per il personale. A parte sorgevano il padiglione di isolamento per i malati contagiosi e la camera mortuaria. Nei seminterrati, collegati da gallerie, erano collocati gli impianti di riscaldamento, di lavanderia e di ventilazione, i magazzini, le cucine e i refettori.

Nel 1912 l’edificio poteva ospitare fino a 240 persone. Il complesso fu ampliato e rialzato negli anni Cinquanta.

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