Rifiuti urbani: verso una gestione più sostenibile

12 Jul 2023 - Presentato uno studio per riformare il sistema: abbassare le tariffe e migliorare gli standard qualitativi
rifiuti
Rifiuti più... sostenibili. È stato presentato giovedì 13 luglio a Palazzo Isimbardi uno studio sulla gestione dei rifiuti urbani nel territorio metropolitano, realizzato dalla Città metropolitana di Milano e dall’Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali (UNIMI-ESP). 

Dallo studio emerge chiaramente un importante ruolo di creazione di valore aggiunto da parte delle imprese pubbliche nel settore della gestione integrata dei rifiuti. Nel territorio milanese, le cui performance sono particolarmente elevate anche in termini di qualità dei servizi, oltre l’80% della popolazione è servita da società partecipate da amministrazioni pubbliche. Dai dati, emerge come i comuni in gestione aggregata sono più performanti, anche in termini di raccolta differenziata (78,48% contro 68,98%). La produzione di rifuti pro capite registra nei Comuni "consorziati" è di circa 30 kg annui in meno ad abitante. La Città Metropolitana di Milano, quale ente di area vasta, vuole essere  propulsore di aggregazione e coordinamento. Le percentuali di raccolta differenziata territoriale sono tra i più alti in Europa.
 
Lo studio analizza l'attuale sistema di gestione dei rifiuti nel territorio metropolitano con l’obiettivo di individuarne le caratteristiche e gli eventuali profili di miglioramento gestionale, formulando proposte atte a promuovere vantaggi economici, organizzativi, tecnico-amministrativi e qualitativi per le amministrazioni coinvolte, i gestori e gli utenti del servizio. 
 
I punti di forza rilevati: più differenziata grazie alla raccolta porta a porta; presenza di impianti di termovalorizzazione per il recupero della quota indifferenziabile; numerosi impianti per lo smaltimento della differenziata. 

I punti di debolezza: un alto grado di frammentazione del sistema dovuto ad un elevato numero di operatori economici attivi; la presenza di realtà molto piccole, soprattutto nella gestione delle fasi di smaltimento e recupero.
 
Qualora si implementasse un sistema di gestione che favorisca le realtà aggregative e centralizzate, si avrebbero alcune opportunità: attuare riforme del sistema che prevedano un maggior grado di aggregazione e centralizzazione; l’insorgere di economie di scala da parte di aziende di grandi dimensioni; un maggior grado di controllo della raccolta e
degli impianti di smaltimento; un incremento della percentuale di raccolta differenziata e una riduzione dei costi di gestione; possibile riduzione della corruzione.
 
Tra i rischi: difficoltà nella gestione di un maggior volume di rifiuti da parte di poche aziende; maggiori ostacoli nell’eseguire le azioni di controllo interne; l’emergere di situazioni di potere oligopolistico.
 
L’integrazione tra realtà territoriali risulta imprescindibile, nell’ottica della razionalizzazione delle modalità gestionali di settore. Lo studio suggerisce la possibilità per i comuni di sviluppare forme di aggregazione volontaria, tramite convenzioni.
 
La Città Metropolitana di Milano ha già inserito nel proprio Piano Strategico 2022-2024 la proposta di organizzazione e messa in opera di un “sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani a scala sovracomunale che superi la frammentazione nella gestione della raccolta/smaltimento a favore di una gestione d’ambito coordinata a livello metropolitano”, con definizione di una “tariffa unica per i servizi di igiene ambientale”.
 
 
 
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