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La proposta di Charles Michel: Recovery Fund da 750 miliardi e mini-taglio al bilancio comunitario

13 Jul 2020 - In vista del vertice del 17-18 luglio si concedono sconti ai contributi dei "Paesi frugali".

Venerdì scorso, 10 luglio, il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha presentato una bozza negoziale. Nel tentativo di trovare un compromesso, a una settimana dal summit del 17-18 luglio, tutto dedicato al prossimo bilancio comunitario, il testo della bozza distribuito ai Ventisette cerca di costruire un equilibrio tra gli interessi dei diversi partner, mantenendo l'ammontare di 750 miliardi di euro ( 500 a fondo perduto e 25 come prestiti) e l'ambizione del Fondo per la ripresa, ma riducendo la taglia del bilancio da 1.100 a 1.074 miliardi di euro, come richiesto da molti Paesi (Olanda, Danimarca, Austria e Svezia). Nel contempo restano in vita gli sconti al bilancio previsti per alcune economie, quelle dei cinque Paesi (Germania, Austria, Danimarca, Olanda e Svezia), senza alcuna progressiva riduzione del loro ammontare, come invece aveva proposto la Commissione europea. 

Inoltre, la nuova bozza negoziale propone modifiche al modo in cui gli Stati membri dovranno controllarsi a vicenda. I piani nazionali dovrebbero essere approvati non dai comitati tecnici gestiti dalla Commissione, ma più a livello politico dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata. L'esborso del denoro invece verrebbe deciso dall'esecutivo comunitario, la Commissione, "prendendo in considerazione l'opinione del Comitato economico e finanziario", ossia l'organismo che raggruppa i direttori dei tesori nazionali. 

Oltre all'accordo unanime tra i Ventisette, bisognerà ottenere anche l'intesa di Strasburgo, cioè del Parlamento europeo, dove basta la maggioranza. Raggiungere un accordo non sarà sempliche, in quanto il primo ministro olandese, Mark Rutte, è da sempre contrario alle sovvenzioni a fondo perduto del fondo. 

Non a caso il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha iniziato un vero tour in Europa, nel tentativo di negoziare punti in comune sul Recovery Fund. In soli 10 giorni si gioca la credibità del suo governo e i soldi dell'Unione europea, circa 170 miliardi di euro, tra prestiti e finanziamenti a fondo perduto.

Per approfondimenti

Comunicazioni del Presidente Conte al Parlamento

 

Autore: dott.ssa Ester Lucà

Servizio Coordinamento politiche europee e relazioni internazionali



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