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17-18 luglio Vertice europeo sul Recovery Fund e il bilancio UE 2021-2027

25 Jun 2020 - Sarà il primo con presenza fisica dei 27 leader

La data è stata indicata dalla presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen durante il suo colloquio con i capigruppo al Parlamento europeo. Gli inviti sono stati diramati ieri sera dal Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel che ha ufficialemente convocato per il 17-18 luglio prossimi il Vertice europeo nel quale si auspica di trovare l'accordo sul Recovery Fund.

Per l’Italia sono in gioco le risorse per 173 miliardi di euro, finalizzate in grandissima parte a investimenti, ritagliate dalla Commissione europea nella sua proposta complessivamente da 750 miliardi. Chiudere a luglio, secondo molte capitali, è fondamentale: solo così resterà il tempo per le ratifiche parlamentari e la presentazione dei piani nazionali di riforma e investimento in autunno, per poter iniziare ad attivare gli investimenti nella prima parte del 2021.

Se l’accordo non si trovasse in luglio e tutto slittasse all’autunno, l’intero Recovery Fund diventerebbe disponibile solo quando la recessione avrà già inferto molti danni permanenti all’economia europea. Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha già avvertito i leader che potrebbe riemergere una fase di instabilità di mercato se i governi non dovessero trovare l’accordo entro luglio.

Nelle prime tre settimane dalla presentazione della proposta della Commissione europea ci sono state le consultazioni con le capitali per chiarimenti. Ora Michel dovrà proporre un foglio negoziale (in gergo NegoBox) relativo ai punti controversi per tentare di avvicinare le diverse posizioni e arrivare a un accordo. Nessun passo avanti dunque, durante il vertice dello scorso 19 giugno, lo scontro tra i Paesi è avvenuto come da copione. «Le differenze restano su quattro punti — ha spiegato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen —: le dimensioni, l’equilibrio trasferimenti e prestiti, la chiave di allocazione dei fondi, le nuove risorse proprie e il cosiddetto rebate (il meccanismo di «correzioni» ai contributi al bilancio Ue applicato ad alcuni Stati membri, tra cui Olanda, Austria, Danimarca, Svezia e Germania). Su un punto sono tutti d’accordo: bisogna fare in fretta. E «la Germania si impegna affinché si arrivi ad un’intesa rapida», ha promesso la cancelliera Angela Merkel al termine del vertice. Berlino assumerà la presidenza di turno dell’Ue dal primo luglio.

 

Autore: dott.ssa Ester Lucà

Servizio Coordinamento politiche europee e relazioni internazionali

 



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